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Pubblicato 19 maggio 2021

La polarizzazione degli interessi: uno strumento per valutare il rischio di corruzione e l’integrità

di Massimo Di Rienzo

L’identificazione del rischio di corruzione, per come è stata svolta dalla maggior parte delle pubbliche amministrazioni, si è concentrata sui procedimenti, riducendosi ad un lungo elenco di violazioni o irregolarità, come le seguenti:

  • gestione delle pratiche senza seguire l’ordine cronologico
  • mancata verifica dei requisiti per ottenere un'autorizzazione o un contributo
  • definizione dei contenuti di un bando di gara, al solo fine di favorire un operatore economico particolare
  • esecuzione non oggettiva di una attività di controllo, al fine di non rilevare eventuali criticità (o al contrario al fine di rilevare criticità non esistenti)

Questi elenchi di condotte a rischio hanno il limite di non spiegare perché certe condotte a rischio potrebbero essere adottate. Perché qualcuno, all’interno di una amministrazione, dovrebbe gestire le pratiche senza seguire un ordine cronologico, truccare un appalto, chiudere un occhio per favorire un destinatario oppure, al contrario, accanirsi contro un destinatario?

Se rispondiamo a questa domanda, dicendo: “perché qualcuno è disonesto”, non abbiamo centrato il problema. La risposta più corretta è, piuttosto: “perché conviene a quasi tutti”.

Gli interessi orientano i comportamenti umani: le persone tendono ad adottare i comportamenti che promuovono interessi percepiti come intensi, perché sono strategie che soddisfano bisogni rilevanti. Una buona metodologia di identificazione del rischio, quindi, deve in un certo senso prendere in considerazione il nesso che lega dimensione organizzativa e dimensione relazionale. I processi di una pubblica amministrazione possono avere un impatto (positivo o negativo) su un gran numero di interessi, riconducibili a una platea diffusa di soggetti (politici, funzionari, destinatari, operatori economici, collettività, ecc…). Questa metodologia, di conseguenza, dovrebbe:

  • identificare dei comportamenti possibili, che possono essere adottati nei processi o che possono influenzare i processi;
  • identificare gli interessi in gioco nelle reti di relazioni;
  • studiare l’impatto di ciascun comportamento possibile sugli interessi in gioco.

Alla luce di questa analisi gli eventi a rischio sono comportamenti che promuovono numerosi interessi in gioco nella sfera pubblica e nella sfera privata, ma che minacciano l’imparzialità e altri interessi primari del Sistema Pubblico (diritto alla Salute, tutela del territorio, valorizzazione del patrimonio culturale, ecc…). Sono azzardi morali che hanno un gran numero di esternalità positive.

Non sappiamo se questi comportamenti saranno mai messi in atto. Non sappiamo quanto siano “verosimili”. Ma dobbiamo innanzitutto imparare ad identificarli e a chiamarli con il loro nome.

 

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